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Villa Motta è sulla punta della penisola di Orta, affacciata sul lago. Fu costruita nella seconda metà dell'Ottocento, ad opera della famiglia novarese dei nobili GALLINI. Nel 1921 la vedova Maria Massa Gallini vende la casa, la darsena e la casa del custode a ROSA ANTONIONE MOTTA moglie di GIACINTO MOTTA, uno dei fondatori dell'industria elettrica italiana. GIACINTO MOTTA chiamato a dirigere la Società Edison come consigliere delegato nel 1916 fu nominato nel 1922 presidente della Società Edison che egli trasformerà in Gruppo Edison raggruppando tutte le società elettriche italiane.

Sempre tra il 1921 e il 1922 viene ampliato il terreno di pertinenza con l’acquisto di due diversi appezzamenti di terreno da cittadini di Orta San Giulio.

La villa viene a diverse riprese ampliata, fino a portarla all'attuale forma di gusto ecclettico. Progettista degli ampliamenti l’arch.MAZZUCCOTTELLI, straordinaria figura di fabbro/ architetto, che iniziando come “battiferro” nella bottega milanese del noto fabbro Oriani, seppe liberare la sua creatività, riuscendo a pensare opere di architettura permeate di un vivo senso della decorazione. La sua ispirazione si può definire schiettamente italiana e più propriamente lombarda. A lui si deve l’organizzazione di diverse scuole d’arte tra cui l’Umanitaria e la Biennale di arte decorativa di Monza.

Un suo disegno mostra il primo ampliamento della villa, con l’aggiunta del terzo piano e la formazione della terrazza a lago, che rende la villa unica nel suo genere.

Nel 1936 la villa subisce un ulteriore ampliamento con l’aggiunta dei due corpi laterali, quasi due barchesse, che contengono la grande sala da pranzo e la soprastante grande camera da letto con annessi, costruita in occasione delle nozze di Galileo, secondo figlio di Giacinto, con Maria Elisa Bocciardo.

Il Mazzuccottelli progetta ed esegue tutti i ferri battuti della villa, tra cui sono notevoli il cancello di ingresso, la balaustra della scala che sale al portico e di quella che sale al primo piano, la balaustra del terrazzo a lago.

Nel 1990 infine in seguito ad una divisione ereditaria, la villa diventa di proprietà esclusiva di GIANMARIO MOTTA, nipote di Giacinto, che porta avanti un’opera di restauro e di adeguamento degli impianti e divide la villa in quattro appartamenti (uno per piano).

Durante la vita di Giacinto Motta la villa ospita personaggi famosi come il pittore Amisani, grande amico di Rosa Motta, l’attrice Maria Melato, il commediografo Sem Benelli, i duchi di Genova, lo scrittore Guido da Verona, il cardinale Tosi e il cardinale Schuster.

Con l’avvicinarsi della guerra, la villa è sede di incontri politici, e, nel 1939, ospita un convegno segreto fra il maresciallo Caviglia ed esponenti dell’ industria italiana, convegno che segna il distacco fra fascismo e industria. Nel 1943-45, durante la resistenza partigiana, è rifugio e luogo di transito di profughi verso le montagne e la Svizzera tra cui il giornalista Indro Montanelli. Grandi amici di Filippo Beltrami, figura simbolo della Resistenza dell’Ossola, i figli di Giacinto prendono parte attiva alla Resistenza; Mario cade nel novembre 1944, e Galileo, padre dell’attuale proprietario, diventa il primo sindaco di Orta San Giulio dopo la Liberazione.